Venerdì 15 maggio alle ore 18.30 presso la Libreria Salvo Libri a Modena (via Canalino 44), si terrà l’incontro “La pena come possibilità. Dignità, responsabilità e percorsi oltre il carcere”, organizzato nell’ambito della VII edizione del Festival Giustizia Penale e inserito nel percorso “Al centro della città: l’economia del bene”, promosso da Porta Aperta e Salvo Libri.
L’incontro prenderà le mosse dal libro “Io sono una donna fortunata”, scritto da una donna detenuta, per aprire una riflessione pubblica sul senso della pena, sulla vita in carcere e sulla finalità rieducativa prevista dalla Costituzione. Al centro dell’incontro vi sarà un’esperienza concreta: quella di chi vive la detenzione e prova, attraverso la parola, a restituire dignità, responsabilità e possibilità a un percorso personale segnato dalla pena.
Interverranno Beatrice Campari, autrice del libro; la prof.ssa Laura De Fazio, Garante dei detenuti del Comune di Modena e direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia; e Gaspare Palmieri, psichiatra e cantautore. Modera l’incontro l’avv. Luca Barbari.
L’appuntamento si colloca al crocevia tra due percorsi: da un lato il Festival Giustizia Penale, che quest’anno propone il tema “Difendere l’innocente, il colpevole, i diritti”; dall’altro il format “Al centro della città: l’economia del bene”, nato per portare nel cuore di Modena dialoghi pubblici su giustizia, responsabilità, fragilità sociali e costruzione di comunità. Il carcere resta spesso ai margini del dibattito pubblico. Anche l’ennesimo suicidio avvenuto in carcere in questi giorni richiama tutti a una responsabilità che non può più essere rinviata: la detenzione non può diventare solitudine, abbandono o perdita definitiva di speranza.
Eppure il carcere riguarda tutti. Perché misura la qualità della nostra giustizia, il rapporto tra sicurezza e dignità, la capacità di una comunità di non rinunciare alla persona nemmeno quando ha sbagliato. La serata sarà quindi un’occasione per interrogarsi su cosa significhi davvero “rieducazione”, su quali siano i limiti e le possibilità della pena, e su come costruire percorsi che non si esauriscano nella detenzione, ma aprano a responsabilità, riparazione, reinserimento e futuro. Ingresso libero fino a esaurimento posti.